Intervista ad Andrea Turri. Contemporaneità e idea della bellezza | TURRI

Intervista

ad Andrea Turri

Una scelta decisamente sorprendente.

Con Andrea Turri, l’azienda ha deciso di esplorare nuove aree concettuali e nuovi linguaggi progettuali. Un nuovo modo di creare bellezza, che l’imprenditore ci spiega così:
“Viviamo in un mondo pieno di rumore: è mia convinzione che i segnali debbano essere forti e chiari affinché possano essere intesi. Quando ho preso le redini dell’Azienda di famiglia avevo dalla mia una lunga esperienza maturata in ambito internazionale. Un’idea di mondo che mi ha consentito di comprendere che un brand deve cambiare se vuole restare autenticamente sé stesso.”

…In che senso?

“Come ogni player del mondo dell’arredamento, la mia arte non è molto diversa da quella di chi produce film, serie tv, libri o mobili. In entrambi i casi si parte dall’origine, dalle emozioni legate alla storia che vogliamo raccontare, dall’idea di mondo che vogliamo proporre: il mio lavoro consiste nel proporre qualcosa che ancora non esiste.”

…Ma di cui tuttavia si percepisce il bisogno?

“Certamente. Turri è stato sino a qualche anno fa un produttore del segmento così detto “classico”. Ora ha deciso di realizzare nuovi modi più contemporanei di dare fisicità all’idea di bellezza e di eleganza esclusiva.”

Inevitabile a questo punto chiederle in cosa il suo stile si caratterizza e si distingue dagli altri.

Esattamente come i designer di moda che non vendono “oggetti per difendersi dal caldo o dal freddo”, ma segnali d’identità, marcatori sociali e culturali, io mi propongo di creare un universo culturale, diverso da tutti gli altri ma immediatamente percepibile e riconoscibile. Un’idea di mondo prima ancora che una serie di prodotti. Un’idea di socialità, prima ancora che di eleganza e funzionalità.

Un nuovo mondo culturale che si aggiunge a quello precedente, che convive con quello preesistente.

“Esattamente. Il brand Turri incontra le menti creative di tutto il mondo. Designer internazionali come Jiang Feng e come Libeskind. Da questo incontro nasce una nuova interpretazione del gusto e del saper vivere italiani. Un re-design all’insegna dell’originalità progettuale, della raffinatezza e dell’accuratezza produttiva tipica del saper fare artigianale italiano che trae origini dalle botteghe del Rinascimento.”

Il “pensiero italiano” contamina il gusto internazionale e ne è a sua volta contaminato; uno scambio generato dal confronto e dalla connessione. L’obiettivo?

“Far comprendere a tutti che Turri non vende un prodotto, né tantomeno una serie di prodotti, ma uno stile di vita e di amore per la vita all’insegna della bellezza e del piacere unico ed esclusivo che solo le cose belle sanno donarci.”

Un mondo di lusso?

“Lusso è una parola complessa, di grande ambiguità. Penso che il suo opposto non sia povertà, bensì volgarità. E la bellezza non è mai volgare.”